ancora
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Come:
un mobile immobile
un vaso vuoto
un astratto ritratto
Come un tappetto disteso
che calpesti ogni giorno
uscendo
entrando
entrando
uscendo
Meglio della tua faccia conosco
la suola delle tue scarpe.
Decadance
Distesa su una rossa ottomana
fra glicini e uva
vorrei essere
amata
adorata
ammirata
Pigra
sorseggio
svogliata
un bicchiere
di porto
di mare.
Annoiata
dalla gente che viene
a trovare
una diva in vestaglia
in kimono
una geisha
dai piedi fasciati
dolenti
dal troppo ballare
Baccante gaudente
mi godo
un vizioso riposo
E a tutti rispondo
con sospirato sorriso
"Uffff… che noia!"
